Settimana Santa spettacolare

L’Ecce Homo del 1605 portato in processione dai Battuti Bianchi di Canale.

L’Ecce Homo del 1605 e il Cristo crocefisso, sculture portate in processione dai Battuti Bianchi di Canale nella Settimana Santa.

In bianco e nero alcune antiche processioni che si svolgevano lungo la via Roma a Canale, in occasione di ricorrenze religiose, con la partecipazione di tutto il paese.

Cristo crocefisso portato in processione dai Battuti Bianchi di Canale

Settimana Santa spettacolare

Faccio una ricerca per scoprire i riti di Pasqua a Canale. Gli anziani dicono che la Settimana Santa nel Roero era spettacolare. È un labirinto di storie, appena mi sembra di aver trovato qualcosa delle mie origini, di aver capito qualcosa del paese, si apre un’altra porta e c’è qualcos’altro da esplorare.
Non me la sono cavata da solo!

Cosa capita a Canale nelle tradizioni di Pasqua? – chiedo al mio nonno preferito, il professore. Mentre lui si ferma qualche secondo a pensare dov’è il bandolo della matassa capisco una cosa. Quando chiedi ad un anziano di dirti qualcosa delle sue tradizioni lo fai contento a prescindere!

Parte a raccontare dalla gara tra i Battuti Neri e i Battuti Bianchi. La battle di Canale degli ultimi 400 anni – gli dico, per aggiornarlo sul linguaggio. Vince chi organizza la rappresentazione più intensa. C’è sempre uno che ha più pubblico e c’è un motivo di solito.

Chi era il migliore? – vorrei saperlo.

Oggi nonno sembra stanco ma è ancora molto lucido.

I Battuti Bianchi avevano la chiesa di San Bernardino. I Neri avevano il San Giovanni, sono le due chiese di Canale che vorrebbe farmi imparare a memoria.

Una volta ti porto dentro – esclama il nonno, alzando il dito per indicare fuori dalla finestra verso la strada senza nessuno. Continua: il Giovedì Santo, in San Bernardino, si celebrava l’Ultima Cena. I confratelli vestiti di bianco si lavavano i piedi a vicenda. Ciascuno lavava i piedi al suo amico seduto di fianco a lui. Tu hai mai lavato i piedi di qualcuno? Al termine del rito ricevevano una pagnotta di pane.

Più anticamente era praticata la flagellazione sulle spalle nude dei Confratelli, mentre andavano in processione, da qui il nome. Pensa che il saio bianco aveva un apposito foro sulla schiena – spiega, dando poco peso a quella storia della flagellazione che un po’ m’impressiona.

La Settimana Santa era il periodo di maggior raccoglimento e si svolgevano diverse funzioni religiose. Le due Confraternite chiamavano un predicatore quaresimale, quasi sempre un frate che, con il suo peregrinare, aveva acquisito vasta esperienza in merito a riti e culture diverse. Predicava e perdonava, ascoltando tutti i segreti nella Confessione. Aggiunge il nonno guardandomi negli occhi.

 

Mi domando da dove venisse questo frate di cui parla, forse veniva da fuori… non era uno di Canale. Questo lo capisco, a volte è difficile parlare con chi ti conosce già, con chi conosce tutti i tuoi amici e i tuoi parenti. È più facile a distanza, anche se poi uno sconosciuto che ascolta i tuoi segreti potrebbe sempre tradirti e metterli on line. Nonno, ma i predicatori non rivelavano mai i segreti delle Confessioni? – mi vien spontaneo chiedere.

“Ah ah ah” – ride di gusto alla mia domanda. I Battuti Neri hanno introdotto la devozione ad un santo che è noto per aver mantenuto i segreti in Confessione. Mai sentito parlare di san Giovanni Nepomuceno? – mi sfida con gli occhi… Ovviamente no! Cosa ne so io !? Sentiamo…

 

Nonno si alza in piedi e declama con voce solenne, da professore di storia: san Giovanni Nepomuceno, nato a Napomuk, in Boemia, nel 1330. Giovanni morì tra le acque di Praga, tra la seconda e la terza arcata del famoso ponte di Praga. Fu gettato nel fiume da Re Venceslao e fu ucciso per aver rifiutato di rivelare i segreti ricevuti in confessione dalla Regina. Giovanni mantenne il segreto pagando un caro prezzo: la vita.

OK, OK… penso. in confessione si poteva dir tutto.

Uno a zero per i Battuti Neri sui Battuti Bianchi? – chiedo.

I Battuti Bianchi avevano i loro frati, i francescani e le loro storie, come quella di san Bernardino. Se vuoi andiamo a vederla dipinta nella chiesa. I Bianchi sono i protagonisti del giovedì, non confonderti, i Neri entrano in scena il venerdì per commemorare la Passione e la Morte di Gesù con la lettura di quello che i fedeli chiamavano “Testament” e delle “Sette parole di Gesù in croce”. Le ultime parole che Gesù pronuncia sulla croce sono il suo testamento d’amore per gli uomini – vorrebbe andare avanti il nonno con i Vangeli, ma torna sul binario della mia domanda…

Se parliamo di origini scopriamo che i Bianchi erano i rappresentanti delle famiglie dei nuovi ricchi (commercianti e artigiani), i Neri invece erano i proprietari della terra. Quindi i primi organizzavano i riti che portavano a pellegrinaggi e ai santuari di Asti, i secondi davano priorità ai riti legati alla terra, alle stagioni, alle cappelle campestri.

Se parliamo di arte tra le due è un pareggio. Le due chiese sono bellissime! La statua dei Neri del Cristo morto, quella usata per fare il sepolcro, è spettacolare. In quella competizione però i Battuti Bianchi avevano l’Ecce Homo! – gli si illuminano gli occhi per quella statua di legno che mi ha fatto vedere centinaia di volte, mi ricordo anche la data: 1605.

 

Però tieni conto che i riti di Pasqua non riguardavano solo le due Confraternite. Nei tre giorni della Passione venivano allestiti i sepolcri, oltre che nel San Giovanni anche in San Bernardino, anche in parrocchia, nella cappella della casa di riposo e nel convento. C’era un gran movimento di fedeli. Intere famiglie a pijé ‘l perdon – completa la frase a voce bassa, si siede, si schiarisce la gola e chiede un bicchiere d’acqua a sua moglie, che intanto ha preparato il pranzo tradizionale della domenica.

Ci mettiamo tutti e tre a tavola. Tutta questa storia di farsi perdonare, di segreti in confessioni, di riti reciproci… con l’immagine che non mi levo dalla testa delle flagellazioni per strada, mi ha fatto venire in mente una canzone di Tiziano Ferro.

Ripenso a quando ho fatto io del male
E di persone ce ne sono tante
Buoni pretesti sempre troppo pochi
Tra desideri, labirinti e fuochi…

Perdono…

Sai che c’è: tra i Battuti Bianchi e i Battuti Neri non vince nessuno. Più che il verbo vincere è meglio usare il verbo perdonare quando si arriva a Pasqua. 


 

I personaggi del dialogo sono casuali, non ci sono riferimenti a nessuno in particolare. Tuttavia la storia non è del tutto inventata. È composta prendendo in esame riti realmente celebrati a Canale raccolti da Corrado Quadro, il nostro testimone del Roero.

Una storia che va alla ricerca dei riti della Settimana Santa nel Roero, nella quale la gente di Canale ha celebrato per secoli gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, la sua passione, morte in croce e resurrezione.
PAROLE CHIAVE
LUOGO DELLA STORIA

DATA E LUOGO DEL RILEVAMENTO

R014, 10 maggio 2020, Canale

Roero Coast to Coast

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