Pugile del Roero Carlo Penna

Carlo Penna, classe 1927, inizia la sua carriera di pugile sul ring di Guarene. A 22 anni diventa campione regionale piemontese dei pesi massimi nella categoria dilettanti. In una delle foto di gruppo è in piedi a bordo ring a Guarene con i compagni e amici del Madison Square Garden locale, nell’altra è in trasferta, al raduno dei campioni piemontesi.

Pugile del Roero Carlo Penna
Carlo Penna pugile con la squadra regionale, al raduno dei campioni piemontesi.

Pugile del Roero

La facciata della casa di riposo mostra un bassorilievo luminoso colorato di rosso con due bambini seduti che si abbracciano, oppure sono due ragazzini che giocano tra loro e si tengono a vicenda. Sto andando ad intervistare il pugile del Roero nella casa di riposo Ottolenghi di Alba e l’opera luminosa di Valerio Berruti mi ha pensare che abbracciarsi, nella cura, nello sport, nel pugilato, è una cosa che si fa mettendo tutto il proprio corpo tra le braccia di uno sconosciuto.

 

L’uomo che stavo cercando è qui, classe 1927, si chiama Carlo Penna. Nella sua vita di pugile ha vinto una ventina di combattimenti prima che un incidente sul lavoro gli danneggiasse irreparabilmente un piede, interrompendo così la sua carriera nella mitica boxe degli anni ’50 del Novecento. Quella boxe non è come la boxe di oggi. È una pagina di storia italiana elettrizzante. La folla nelle arene catalizza tutte le tensioni del dopoguerra, occhi puntati sul ring, su uomini che si parlano con le mani. Finita la guerra ragazzi come il campione italiano Tiberio Mitri, l’Angelo Biondo, continuano a combattere sul ring: gambe, spostamenti destra sinistra, velocità, destro, sinistro, girandola di colpi, fiato corto, ancora un destro con precisione, gioco di corde e avversario in difficoltà… così i pugili da dilettanti diventano professionisti e finiscono sui rotocalchi di tutti il mondo vincendo un match dopo l’altro, con addominali fantastici, nasi rotti e orecchie frantumate su corpi scolpiti, amati dalle donne e invocati dai tifosi.

 

Carlo Penna è uno di quei pugili. Nel 1949 è il campione regionale piemontese dei pesi massimi, categoria dilettanti. Incontri… quasi tutti vinti, alcuni pareggiati ricorda lui stesso con gli occhi accesi, contro avversari che venivano soprattutto da Torino, Vercelli, Asti. Le vittorie non si scordano mai. Però, più di tutto, sono i pareggi difficili a lasciare un segno indelebile: uno fu con un inglese di nome Norman, campione di Londra, con cui pareggiai in un incontro che si tenne nel Politeama Corino di via Mazzini, un luogo storico dell’Alba che Carlo mi fa venire in mente con questi ricordi.

 

Inizia a combattere nel suo paese, nel Roero, è quello con più talento tra i pionieri pugili del Madison Square Garden di Guarene, di mestiere fa l’elettricista. Giovanni Penna e Caterina Corino hanno messo al mondo un peso massimo. È il terzo in piedi da sinistra, nella fotografia di gruppo sul ring: in tenuta da combattimento, a torso nudo, con un costume da bagno che fa le veci dei pantaloncini da pugile e i mocassini con i calzini di tutti i giorni a sostituire le scarpette da ring che arriveranno con il passare del tempo ma, all’inizio, non ci potevano certo essere. È dura la vita nel Roero del dopoguerra.

 

Dopo gli esordi passò al Gruppo Pugilistico Albese, scuderia nata nel 1948 e attiva fino al 1952 per iniziativa dell’allenatore Venturino Bonaventura. Lo seguirono nell’avventura Giovanni Bonelli, detto Janò per evidenti ascendenze francesi, e Romualdo Prioglio, fresco reduce della guerra di Liberazione partigiana.

 

Nella bella stagione i combattimenti si tenevano nel cortile della Maddalena ad Alba dice Carlo, ed in ho un improvviso flash: io l’ho visto combattere contro un pugile della Wai Assauto di Asti, titolata scuderia che vantava allora pugili professionisti. Rivedo la scena e mi sento salire la pressione. Carlo era un re sul ring, di quelli che non hanno bisogno del mantello e della corona per essere riconosciuti… gli bastò un cappotto!

Un amico mi disse che il pugile del Roero non aveva mai posseduto un accappatoio e quella sera salì sul ring col cappotto. Vinse la sfida.


 

Si ringrazia Carlo Penna per la testimonianza autentica.

 

Carlo Penna è il miglior pugile del Roero del Novecento. Vinse una ventina di combattimenti prima che un incidente sul lavoro interrompesse la sua carriera nella mitica boxe degli anni ’50 del Novecento. Quella boxe non è come la boxe di oggi, è una pagina di storia italiana elettrizzante.
PAROLE CHIAVE
LUOGO DELLA STORIA

DATA E LUOGO DEL RILEVAMENTO

R034, maggio 2021, Alba

Roero Coast to Coast

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