Portaci un ricordo di Santo Spirito

Confraternita di Santo Spirito, Castagnito
Confraternita di Santo Spirito, Castagnito

La Confraternita di Santo Spirito a Castagnito e le immagini storiche della chiesa e delle processioni. 

I volti dei tre testimoni del Roero.

Portaci un ricordo di Santo Spirito

Carla, classe 1927, ricorda la dedizione che suo padre mise nello svolgere il ruolo di segretario della Confraternita. Carla ha oggi 90 anni ed ha visto l’evolversi del Novecento. Suo padre è un uomo dell’Ottocento.

Tre immagini svelano il rapporto della gente di Castagnito con la Confraternita nell’arco di due secoli.

Un gesto di spontanea manutenzione: l’edera cresce sulle mura esterne e il  padre di Carla la “toglie tutta”, a mano e su una scala di fortuna.

I ricordi su come erano organizzati: c’era una grande tabellone con i nomi di tutti i confratelli, sempre visibile a tutti, c’era un registro della contabilità che veniva fatto firmare una volta all’anno al parroco, c’era un grande armadio che conteneva gli abiti che i confratelli indossavano qui prima di prendere parte alle numerose e spettacolari processioni.

Una sedia. Un ispettore da fuori arriva a Castagnito e si fa dare una sedia per poter stare tre ore fermo lì ad ammirare la bella chiesa della Confraternita di Santo Spirito.

 

Alessandro, classe 1928. L’ultimo dei Battuti della Confraternita dello Spirito Santo. Cresciuto qui, da giovane, come una tradizione di famiglia. Suo nonno, il papà di sua mamma, era a sua volta un membro della confraternita.

Alessandro, come suo nonno, ha suonato le campane e partecipato alle messe e alle processioni della confraternita. In primavera si usciva al mattino presto per tre processioni. Ciascuno sapeva bene qual era la sua parte, il canto da intonare, l’oggetto da portare in processione: la lanterna, la statua processionale del Cristo… Ciascuno aveva il suo abito. I confratelli come Alessandro indossavano un vestito bianco con la cintura e con due fiocchi. Le donne della confraternita femminile avevano un velo giallo e le più giovani, le Figlie di Maria, indossavano un nastro e una medaglia blu. Così attraversavano il paese e ringraziavano il Signore per i doni della terra.

 

Angelo, leva 1939. Ricordi d’infanzia e di anziani intensamente partecipi. 

Il ricordo di Angelo si concentra sulla qualità umana e sociale dell’agire della Confraternita. Il loro agire era verso gli altri. Il loro impegno era aiutare chi si trovava in difficoltà in modo organizzato ed efficace. Una cosa per cui ci vuole e ci voleva “cervello”!

 

 


Si ringraziano i testimoni: Carla Merlo, Alessandro Allerino, Angelo Allerino.

La Confraternita di Santo Spirito è visitabile con l’app gratuita Chiese a porte aperte. Si può scaricare qui: https://www.cittaecattedrali.it/

All’interno una narrazione automatizzata e un video raccontano la vita di questa grande chiesa e tracciano il quadro di come le confraternite si presero cura della vita delle comunità del Roero nei secoli.

Una poltrona itinerante nelle terre del Roero è la scenografia che accoglie le comunità invitate a portare un ricordo. Siamo a Castagnito, nella Confraternita dello Spirito Santo. Tre testimoni autentici, due uomini e una donna, risvegliano con le loro parole le immagini vive di pratiche devozionali, riti e usanze del Novecento.
PAROLE CHIAVE
LUOGO DELLA STORIA

DATA E LUOGO DEL RILEVAMENTO

R062, settembre 2021

Roero Coast to Coast

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