Il Signo Arneis, ritratto tra le botti del suo Arneis nelle cantine dell’azienda ANGELO NEGRO E FIGLI a Monteu Roero (con un bellissimo storico marchio). Si tratta di Giovanni Negro, testimone di questa storia, soprannominato così da alcuni giornalisti.

Arneis del Roero, dell’azienda ANGELO NEGRO E FIGLI DAL 1670

Roero Arneis DOCG Serra Lupini, una Menzione Geografica Aggiuntiva… in bocca ha un attacco morbido, persistente, con un finale sapido e minerale, caratteristico dei terreni sabbiosi del Roero.

Roero Arneis DOCG Perdaudin, simbolo del legame storico della famiglia Negro con questi territori, prodotto nei vigneti dell’antico Podere di Audino. L’origine marina dei suoli dà vita ad un nettare ricco di sentori minerali, tipici dei vini del Roero.

Il Signor Arneis

Eravamo partiti! Non piantavamo più solo dei filari ma intere vigne di Arneis e continuavamo a comperare uve dai vicini. Di anno in anno la vinificazione migliorava, anche quella, non facile, del bianco secco.

Il nuovo problema da superare fu come far conoscere l’Arneis?

In Piemonte nessuno sapeva che noi avevamo prodotto questo vino, nessuno conosceva l’Arneis secco. Oggi diremmo che bisognava fare marketing!

Venni a sapere che al castello del Valentino a Torino si sarebbe tenuta una fiera di grandi vini frequentata dai grandi nomi del vino come i Gaia e i Pio. Ottenuto un tavolino in questa fiera mi misi a dire: questo è un vino raro del Roero, un vitigno tipico, un vino bianco secco. Alcuni mi prendevano in giro e mi chiamavano il Signor Arneis, ancora oggi alcuni giornalisti mi chiamano così!

A partire dagli anni ’80 del Novecento spiccammo il volo.

Nel 1980 nacquero i Piani Agricoli Nazionali, secondo cui la nostra zona era la numero 1102, e aveva la sede di riferimento a Canale. Ricordo che il sindaco di Canale, Piero Bracco, mi diede le chiavi della sede dicendo: Ora fai cosa vuoi, cosa ti sembra meglio. Sei a casa tua!

La partecipazione della gente non tardò a crescere e di lì a poco i contadini del territorio elessero me come Presidente dei Piani Agricoli Zonali.

Facemmo la scelta importante di creare una équipe di esperti rappresentata dalla Camera di Commercio, dai comuni e dai tecnici, compreso Piero Quinterno che è ancora testimone vivente, e da altri sei esperti della provincia di Cuneo. Decidemmo di staccarci da Alba e delimitare la zona vitivinicola del Roero, che a quel tempo non esisteva ancora. L’enologo Umberto Ambrois, che rappresentava la Libera Associazione del Roero identificò come Roero vitivinicolo un’area molto più ristretta rispetto alla zona che avevamo delimitato noi. Con orgoglio e soddisfazione il Comitato Nazionale Vitivinicolo di Roma recepì la nostra versione: un’area che  comprendeva 19 comuni, e che non coincideva esattamente con la zona geografica del Roero, che ne raggruppa invece 22. Monteu Roero non è tutto zona vitivinicola: nella parte superiore non ci sono le viti, perché la terra ha un’altra conformazione. Solo una parte del territorio comunale di Guarene, Priocca, Govone e Pocapaglia è stata inserita nella zona DOC. Qualcuno disse che l’area era perfino troppo ampia, ma noi avevamo scelto l’area dove c’era la tradizione vitivinicola. Ottenemmo la DOC! Fino a quel momento l’Arneis era solo un vino da tavola.

Nel 1985 divenni Sindaco di Monteu Roero e pensai ad una Sagra del Roero Arneis, da tenersi ogni anno a Sant’Anna. La sagra attirava molta gente, ma non era ancora sufficiente: bisognava trovare il modo di far conoscere il nostro territorio a livelli più ampi.

Nel 1987, accogliendo il suggerimento di Piero Quinterno, inventammo il Premio Giornalistico del Roero, un premio annuale, riservato a giornalisti che scrivono articoli sul nostro territorio: non solo articoli dedicati al vino, ma anche ad altro: fauna, flora, apicoltura, fiori di loto, tinche, cucina, orto… è stata un’idea vincente. A tutt’oggi mi posso vantare di aver premiato oltre 200 giornalisti del mondo. Premiamo testate locali, nazionali e internazionali, trasmissioni televisive e ultimamente anche produzioni sul web. Da dieci anni a questa parte, la premiazione non si svolge solo più a S. Anna, ma a rotazione, nei diversi comuni del Roero, perché non ha senso fare i campanilisti se si vuole promuovere un territorio!

Collaborazione su collaborazione nel 2013 nacque il Consorzio del Roero. L’Atto Costitutivo viene scritto proprio qui, nella cantina dell’Azienda Negro Angelo e Figli in Monteu Roero.

Tra le numerose iniziative e azioni del Consorzio ne racconto una: si è fatta la selezione di 135 MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive), ovvero zone del Roero che, per storicità ed effettiva vocazione viticola, si contraddistinguono. Qui siamo nella menzione Prachiosso, all’interno della quale c’è la vigna Perdaudìn. Alcune menzioni sono più pregiate, altre meno: dipende dalla composizione del terreno, dall’esposizione e da chi le gestisce: questo determina la qualità del vino prodotto. Questa distinzione è importante, considerando che, partiti con 7 produttori-pionieri, oggi siamo più di 200 produttori di Arneis, certo in concorrenza tra loro ma alla radice del confronto c’è una credibilità reciproca. Un’altra cosa bella è il fatto che molte cantine oggi sono in mano a giovani.

La storia non finisce qui. Per promuovere l’Arneis sono andato in giro per tutto il mondo. Pur conoscendo solo il dialetto piemontese e un po’ di italiano viaggio ovunque. Se cinquant’anni fa qualcuno mi avesse detto che avrei venduto il mio vino in tutto il mondo non ci avrei creduto. Invece oggi il Roero Arneis viene servito nei migliori ristoranti ed enoteche del mondo.

In ogni dove racconto la storia dell’Arneis e la storia del Roero. Qui si trovano molti fossili, che testimoniano che in ere antichissime c’era il mare. Rimangono tutti stupiti quando ne parlo. A Barbaresco e Barolo non si trovano conchiglie fossili marine!

 


La storia di una grande impresa collettiva raccontata direttamente dal testimone Giovanni Negro, pioniere dell’Arneis a cui diciamo un sentito e ammirato grazie.

L’azienda ANGELO NEGRO E FIGLI DAL 1670 produce con passione vini di Langa e Roero solo da vitigni autoctoni da più di tre secoli. 

https://www.angelonegro.it/

 


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La storia di come il Roero seppe collaborare per aprire la strada all’Arneis e di come riuscì a farsi conoscere e amare in tutto il mondo.
PAROLE CHIAVE
LUOGO DELLA STORIA

Fraz. Sant’Anna

DATA E LUOGO DEL RILEVAMENTO

R038, maggio 2021, Monteu Roero

Roero Coast to Coast

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