fbpx
il paese, periodico del Roero

Copertina della ristampa anastatica, volume 11°, del periodico roerino il paese. Immagini di Magliano Alfieri, luogo in cui nasce il periodico.

Magliano Alfieri
Magliano Alfieri

Il paese 1968, 1975, 2020

È il 1968.

Un uomo con i capelli bianchi torna per sempre nella cascina di famiglia da cui era partito trent’anni prima. Non ha più bisogno della città ma ha una nuova mancanza e poco tempo per colmarla. Aggiusta il tetto e dopo pranzo, nel cortile, legge agli amici e ai nipoti qualche frase di Cesare Pavese: Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei, resta ad aspettarti.

Una bambina curiosa va a scuola e impara a mettere i sogni in tasca.

Suo fratello maggiore, diventato un ragazzone alto e forte, firma il contratto da operaio e con il primo stipendio si compra l’automobile.

Un uomo d’altri tempi, alto, con i capelli grigi e la barba diventa sindaco. Non riesce a prender sonno perché il paese vorrebbe un campo sportivo, il primo, ma si sa che le novità sono difficili da pesare. Nel letto si rigira mille volte, si volta su un fianco e pensa, con spirito ottimista, che siamo nel boom economico e tutto si può fare, poi si gira dall’altra parte e ripensa a come ha vissuto la sua famiglia nella miseria del dopoguerra. Poi si addormenta sapendo che il paese farà la sua storia.

Sotto lo stesso tetto il minore dei suoi figli cresce e impara a sfidarlo, a pensarla diversamente. In cucina la tv mostra studenti di tutto il mondo, in bianco e nero, che agitano le piazze. Sono i movimenti di massa del 1968. Contestare diventa la parola chiave di quel tempo. I giovani del Roero si attivano e si riuniscono, il vento dei cambiamenti scompiglia i loro capelli. Sognano nuove possibilità a cui dare sostanza lavorando fianco a fianco nelle associazioni di volontariato: coltivano nuove idee, riscoprono le tradizioni, come il Cantè j’euv, la tipica maschera dell’orso, la vita rurale e la storia del paesaggio e delle bealere e il patrimonio di storie e d’arte. È un attimo che, mentre guardano al futuro, da ragazzi diventano padri in casa, in vigna, in politica, in fabbrica e in ufficio.

È il 1975.

Uno di quei giovani, un tipo intraprendente iscritto alla Pro Loco di Magliano Alfieri, lancia un’idea: realizzare per i paesi del Roero un periodico popolare culturale e di informazione indipendente.

L’8 febbraio 1976 una maestra (la bambina aveva capito il valore della scuola) mette il primo numero del trimestrale nella cartella e, arrivata in classe, legge a tutti i bambini il titolo della testata il paese insieme alle parole di Cesare Pavese, primo capitolo de La luna e i falò: un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via….

Le 4 pagine in bianco e nero del trimestrale sfatano il mito della città e dimostrano la capacità d’iniziativa culturale che i paesi esprimono quando riescono a liberarsi dall’antica paura di discutere pubblicamente i problemi collettivi.

Nello stesso anno a Roma Pasolini muore prima di terminare il suo racconto di come la società si sta trasformando, a volte lentamente a volte in modo brutale e confuso. Per la redazione de il paese il punto di riferimento culturale sono i principi fondamentali democratici, sociali e di libertà contenuti nella prima parte della Costituzione della Repubblica Italiana.

I giovani fondatori vedono nello specchio i primi capelli bianchi e capiscono che il periodico per vivere a lungo deve avere fondamenta, identità, forma sociale e visione intercomunale. Negli anni ’80 del Novecento approvano lo Statuto dell’Associazione culturale intercomunale “il paese” che diventa l’editrice dell’omonimo bimestrale e negli anni successivi estendono l’esperienza a sette comuni e si curano attentamente dei volontari coinvolti.

Il nonno lettore che nel 1968 era tornato nel Roero dopo anni di vita da emigrato legge il periodico. Un simbolo attira la sua attenzione: una ruota di carro con otto raggi inserita sulla testata e nel logo dell’Organizzazione di volontariato a cui si è iscritto. È il simbolo del Roero, di cui lui si sente parte.

È il 2020.

Il paese compie 44 anni e pubblica l’11° volume delle ristampe anastatiche del bimestrale. Nulla è andato perso, sullo scaffale ci sono già dieci volumi di ristampe. Una giovane studiosa, compiendo una ricerca sul Roero riscopre nel periodico la micro-storia dei paesi del Roero e le riflessioni di studiosi e intellettuali come Nuto Revelli, Carlin Petrini, Aldo Cazzullo e molti altri che hanno scritto le prefazioni di ogni ristampa.

Di storia in storia, di anno in anno, di paese in paese… il racconto non finisce.

 


Si ringraziano il testimone Cesare Giudice e tutti i volontari che negli anni hanno contribuito a questo patrimonio culturale.

  

Il periodico si è esteso progressivamente negli anni da Magliano Alfieri a 6 comuni limitrofi della sinistra – Tanaro roerina su richiesta di adesione avanzata dalle locali Biblioteche civiche, Pro Loco o Gruppi spontanei e con la loro collaborazione, diventando bimestrale dal 1978 ed aumentando proporzionalmente il numero delle sue pagine: 16 dal 1996.

Oggi l’Organizzazione opera e diffonde il paese in 7 comuni (Magliano Alfieri, dal febbraio 1976; Castellinaldo, dal giugno 1976; Castagnito, dal 1977; Guarene, dal 1980; Govone, dal 1989; Priocca, dal 1992; Vezza d’Alba, dal 2005), che costituiscono un’area confinante con Alba, con il fiume Tanaro (che separa le Langhe dal Roero), con la Provincia d’Asti e con l’interno del Roero. Un’area anticamente nota come Monferrato cuneese, poi, nel secondo dopoguerra, come sinistra – Tanaro albese e, dagli anni ’80, come sinistra – Tanaro roerina.

Pagina Facebook:

Il Paese – Periodico Roerino – Organizzazione di volontariato                                                      

il paese, periodico di magliano Alfieri nel Roero
La storia del periodico roerino il paese, nato nel clima culturale del ’68 delle campagne a Magliano Alfieri e cresciuto sulla riva sinistra del Tanaro. Se vuoi capire la cultura del Roero prova la sua cucina si sente dire… ma se vuoi davvero conoscere quel mondo devi cercare tra la sua gente e le sue storie.
PAROLE CHIAVE
LUOGO DELLA STORIA

DATA E LUOGO DEL RILEVAMENTO

R077, novembre 2021

Roero Coast to Coast

per partecipare

segnala una storia

invia una mail alla Redazione